È tempo di partire, di ritornare tra le Dolomiti del Friuli. Quando inizi un cammino non lo concludi mai davvero, rimane sempre una traccia nella memoria, nei meandri dei buoni pensieri, forse anche nel corpo che ti chiede di ritornare nei luoghi speciali già percorsi. Ogni viaggio è un ritorno in fondo. Sono contento allora di essermi incamminato in un nuovo sentiero, un trekking nelle Dolomiti dietro casa, un viaggio di turismo sostenibile e responsabile arrivato all’improvviso, un’opportunità di conoscere meglio le montagne selvagge del Friuli Venezia Giulia, non solo per me ma anche per te.

Un trekking tra le Dolomiti del Friuli

Come tante storie, tutto è successo all’improvviso, forse quando era giusto accadesse. Una mail e poi una telefonata, così sono entrato in contatto con un tour operator che da anni si dedica ai cammini, al viaggiare lento e consapevole, passi e valori che percorro anch’io da anni. La sorpresa più grande è stata scoprire che tra i loro viaggi c’è n’è uno proprio dedicato alle Dolomiti poco conosciute e poco frequentate che sto raccontando qui da tempo e da poco anche in un libro.

Trekking Dolomiti, fiori vicini al Campanile di Val Montanaia, nella Val Cimoliana, Dolomiti del Friuli

Fiori testardi a pochi passi dal Campanile di Val Montanaia

Le escursioni nelle Dolomiti, al cospetto della maestosità di pareti rocciose che affascinarono i primi turisti inglesi e tedeschi agli albori nell’età moderna, sono un’esperienza che ognuno di noi avrebbe bisogno di concedersi. Il perché non sono riuscito a racchiuderlo nemmeno nel mio libro, forse perché dipende da quale ricerca stiamo affrontando in una fase della nostra vita, dipende dai nostri stati d’animo, o forse da un silenzio che ti afferra quando sei là sotto e ti accorgi che nulla ha importanza, se non lo stare fermo, in contemplazione, di una bellezza più grande dei nostri piccoli pensieri di ogni giorno.

Salire lungo i sentieri che partono da vallate senza nome è molto di più di una vacanza in montagna, è una liberazione, sempre più necessaria per ciascuno di noi. Le gabbie in cui siamo immersi, spesso d’oro e luci splendenti, vanno spezzate e questo si può fare con semplicità.

In realtà, noi viviamo lontani da noi stessi e scarso è il nostro desiderio di ridurre questa distanza, anzi non facciamo che fuggire lontano per non incontrarci faccia a faccia con il nostro vero essere e barattiamo la verità con cose vane.

Anonimo, Racconti di un pellegrino russo

C’è un modo per fuggire a questa fuga, è proprio camminare, respirare, sentire il corpo, far tacere la mente per abbandonare la paura di incontrare questo nostro sé, il quale è molto più grande delle piccole menzogne di ogni giorno.

Un trekking tra le Dolomiti Friulane è la possibilità di questo sentiero, sempre più necessario da percorrere per l’uomo e la donna moderni, per ridare valore a loro stessi e al corpo più grande che abitiamo, il pianeta Terra.

Camminare in montagne selvagge, una via alla liberazione

Lo diceva un monaco buddhista secoli fa, l’andare nelle montagne solitarie aiuta l’essere umano a ritrovarsi. Sembra quasi assurdo ai nostri occhi che un semplice movimento sia in fondo un atto terapeutico, sempre più riconosciuto dalla scienza occidentale, ma forse di semplice c’è poco, nell’insieme di gesti, intenzioni e stimoli che richiede il camminare in montagna.

trekking Dolomiti, torrente Cimoliana, Dolomiti del Friuli

Il torrente Cimoliana in primavera, nel parco Naturale Dolomiti Friulane

Dal respiro che si fa più ampio, alle gambe che si fanno forza, dagli sforzi dell’intero corpo, agli occhi che osservano il paesaggio, ogni singolo momento è un miracolo di precisione che porta all’elevazione, fisica e mentale.

Un trekking tra le Dolomiti del Friuli può essere allora molto di più che un’escursione o uno dei tanti viaggi. Per me è stata l’occasione di scoprire qualcosa di me stesso, di nuovo e più bello, ha spostato i miei limiti di resistenza fisica e mentale, mi ha tolto pesi e ansie, mi ha fatto capire che potevo brillare un po’ di più.

Pareti illuminate dal primo sole di primavera, all’imbocco della Val Cimoliana

Queste sensazioni le ho percepite nel cammino di altre persone incontrate nei sentieri, nei loro volti affaticati ma sereni, nelle parole di chi mi ha detto che ogni anno si dedica a un cammino, per liberarsi di ciò che non serve, per accogliere ciò di buono esiste attorno a noi e in noi.

Per questo voglio tornare nei luoghi dietro casa, per questo te ne parlo. Un viaggio di sette giorni tra le Dolomiti del Friuli è un buon inizio per liberarsi, al cospetto di rocce e monti lontani dal turismo di massa di altre zone più conosciute. Spero di vederti lungo il sentiero, un passo dietro l’altro, senza parole, ma con dentro qualcosa di più.


Vuoi avere maggiori informazioni sul trekking tra le Dolomiti del Friuli?

puoi scrivermi una mail e sarò felice di risponderti o di indicarti la persona giusta.