Seminare, continuare a farlo anche quando può sembrare ridicolo, quando sarebbe meglio seguire quello che fanno tutti. Seminare e raccogliere, magari anche solo una telefonata ma in quella voce che ti sta parlando c’è il riconoscimento di un lavoro lungo, che attenzione, non faccio solo per me stesso ma perché c’è un giardino più bello e più sano da far crescere, un giardino per tutti. Travel Mind è un fiore spontaneo, sbocciato d’estate, quando le urgenze si attenuano ma la fiamma della passione arde mescolandosi alla tanta energia già nell’aria.

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Un’assolata mattina di luglio, in viaggio in una piccola destinazione, accanto al Po

Filippo Giustini, lavora nel marketing da anni, è uno di quelli tosti, quadrati, ma allo stesso tempo sa coltivare visioni. Ed è impensabile andare avanti a colpi di progetti finanziati a fondo quasi perduto, di summit, fiere e convegni dove si stringono mani, contratti ed alleanze ma non si da dove stiamo andando. E per sapere dove stiamo andando occorre anche chiederci chi siamo e di cosa abbiamo bisogno.

Il turismo del prossimo immediato futuro deve farsi carico di un nuovo mondo, dove in inverno non nevica più come un tempo, dove milioni di cittadini sono stanchi delle metropoli e chiedono di respirare aria nuova e pulita, dove una generazione non ha più bisogno di ferie ma di significati. Travel Mind vuole essere questo e tutto quello che immagineremo assieme.

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Dietro casa, nei tesori che pochi considerano, pieni di gioielli come i vasti orizzonti e l’aria pura

Nelle nostre telefonate in riva al mare io e Filippo non abbiamo parlato di tutto questo ma di come organizzare qualcosa di originale, di bello, non per vendere noi stessi come professionisti ma per aggregare esperti, curiosi e amanti dei loro territori. Il significato di Travel Mind era per noi già chiaro, non avevamo bisogno di discuterne.

L’emozione che provo di fronte a questo piccolo evento è la sensazione di stare partecipando a qualcosa di più grande, di essere un catalizzatore per nuovi pensieri, nuovi stimoli, nuove energie che attendono di mescolarsi e di prendere forma concreta. Travel Mind vuole essere qualcosa di molto di più che un evento con centinaia di slide e migliaia di parole, vuole dare voce all’esigenza di un nuovo modo di fare turismo, di essere viaggiatori in questo mondo in grande cambiamento.

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Viaggio in una piccola destinazione, una tarda primavera in Casentino

E tutto questo non lo potevamo fare da soli io e Filippo. Per questo abbiamo chiesto il sostegno di Francesco Biacca che porterà in Mugello, il 27 ottobre, una tappa intermedia del Festival dell’Ospitalità. Non ci sarà solo lui, perché Travel Mind è nato per essere un aggregato di storie, di possibilità e di sogni concreti, che ha bisogno di più cuori.

Ti lascio con le parole con cui abbiamo voluto presentare questo evento particolare. Spero di averti con noi in Mugello e se non fosse per questa volta, ho la sensazione che Travel Mind non possa ridursi ad un evento mordi e fuggi.

Le grandi destinazioni turistiche sono e saranno quelle semplici, dove non c’è altro che vastità di silenzi e di orizzonti, poche connessioni se non quelle con le rocce, le nuvole, gli alberi e le persone.
Sta cambiando radicalmente il tempo personale, il clima, la consapevolezza dei viaggiatori. Il turismo insostenibile che riempie voracemente stanze d’albergo e ristoranti è un modello di business a cortissimo raggio. Non serve inventarci nuove parole inglesi o correre dietro le mode, bisogna rallentare e ritornare all’essenza dei luoghi, al famoso genius loci. Il successo per le piccole realtà lontane dalle mete tradizionali è la loro anima, fatta di una mutevole e antica relazione tra esseri umani e natura. Un vero turismo sostenibile è basato sull’ospitalità e sulla risposta concreta alle esigenze di questa epoca: non solo vacanza ma bisogni più profondi, come la soddisfazione professionale, la ricerca di senso esistenziale, la necessità di disconetterci dalla tecnologia, di riconnetterci alla natura, quella che ci circonda, a quella nostra personale.

 

TRAVEL MIND NEL MUGELLO, COS’È SUCCESSO?