Biofilia, la verde via verso il benessere

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Biofilia, la verde via verso il benessere

C’è una forza che viene dall’eternità, ed è verde

Ildegarda di Bingen

Le parole hanno il loro tempo, seguono i giorni e le stagioni, gli umori e i sentimenti, sono un frutto costante del rapporto tra il nostro corpo e l’ambiente in cui siamo immersi. Non sono solo pensieri astratti che si formano in un mondo lontano, sono esseri vivi che risentono della luce, dei colori, del suono del vento e del verde delle piante. Non è un caso allora se voglio parlare di biofilia mentre la primavera invade il mio sguardo, mentre il caldo si insinua tra queste righe ed il verde che matura ricrea nuovamente il mondo.

C’è un legame primordiale che regola le nostre vite, esso vale per tutte le culture, a tutte le latitudini del pianeta, in tutte le epoche della storia, è il rapporto che collega noi esseri umani alla Natura. Davanti ad uno schermo di computer, nel traffico cittadino, negli uffici e nelle distrazioni continue, possiamo dimenticarcene ma il cambiamento della luce durante l’anno, le foglie che crescono o che cadono, il caldo ed il freddo, ci ricordano che nonostante tutte le tecnologie siamo sempre qui, a dipendere dal sole, dalle piante e dagli altri animali.

Eppure, nel mondo distratto di oggi, abbiamo bisogno di ricordare, di studiare per dimostrare, di parlare per confermare, che questo legame esiste ed è necessario, che la biofilia, l’amore verso la natura, il bisogno di stare in un giardino, in un bosco, tra i campi, è una via semplice ma potente verso il nostro vero benessere.

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Una faggeta vestita del suo primo verde, nelle Dolomiti Friulane

Dobbiamo solo essere lì, essere presenti, e respirare

Clemens G. Arvay

I benefici dello stare nella natura non sono sempre stati ovvi per me. Non ho sempre ricercato attivamente il benessere. Quando ero più giovane cercavo le cose dell’uomo, le città, il rumore, le persone, gli oggetti, non sapevo nemmeno cosa volesse dire stare bene. In seguito ho imparato a conoscermi, a dirottare l’analisi del mondo, i desideri intellettuali verso le cose della natura. Mi sono imbattuto così in un libro di un autore austriaco.

Effetto Biofilia
Il potere di guarigione degli alberi e delle piante – Il misterioso legame tra uomo e natura

Voto medio su 3 recensioni: Da non perdere

€ 15.5

È un saggio, un testo divulgativo che non riempie la testa di informazioni che presto ti dimenticherai, è ricco di suggestioni che invitano a guardare agli alberi, alle piante e ai fiori come degli aiutanti. In Giappone lo sanno da secoli ed ora le cliniche o le università invitano le persone a prendere la via del bosco per immergersi in ciò che è presente ovunque, anche se abbiamo costruito recinti di cemento ed asfalto. Basta vedere la caparbietà del germoglio che spunta bucando una strada di città. Non possono essere messi dei confini a ciò che è, ciò di cui è fatto il pianeta e di cui siamo fatti anche noi, la natura.

Lo Shinrin-yoku, il bagno nella foresta, è diventato famoso negli ultimi anni ma è una pratica atavica, la medicina del buonsenso dei nostra avi, i quali sapevano che per tornare in equilibrio dovevamo rivolgerci alla saggezza di ciò che vive da sempre.

Le piante emettono delle sostanze, in particolare i cosiddetti terpeni, messaggi biochimici che producono cambiamenti significati nel corpo umano, riducendo lo stress, aumentando le difese immunitarie, favorendo la concentrazione e la positività. Non serve correre, arrampicarsi, lanciarsi con un paracadute nel mezzo di una foresta tropicale, basta stare lì tra gli alberi e respirare.

Per la mia mente ma non per il mio corpo, il libro di Clemens Arvay sulla biofilia non mi ha detto nulla di nuovo. Quasi ogni giorno cerco di camminare per almeno mezz’ora nel bosco o nella campagna più verde, perché sento che i miei pensieri negativi rallentano fino a scomparire, perché avverto una maggiore leggerezza, perché divento più focalizzato nella scrittura e nella progettazione, perché alla fin fine divento una più buona versione di me, meno astioso e polemico e più accogliente, più capace di vedere il bello e di raccontarlo.

Siamo tutti farfalle. La Terra è la nostra crisalide

LeeAnn Taylor

Questo libro però mi ha dato lo stimolo a essere più vicino alla natura, a viverla con più rispetto, ad apprezzare il fatto che abito a ridosso dei monti e dei boschi, in una regione, il Friuli Venezia Giulia, ricchissima di aree verdi, quindi di terpeni e di possibilità di alleggerire le tensioni. Mi ha fatto capire, ancora una volta, che non serve andare lontanissimo. La biofilia, l’amore verso la natura, non richiede molto, basta prendersi il tempo di una passeggiata e di respirare con più attenzione. La Natura è qui per tutti, non ha bisogno di grandi infrastrutture per essere goduta, solo di una maggiore consapevolezza del tesoro immenso che rappresenta.

Riconoscere queste apparenti ovvietà è uno dei passi fondamentali per un viaggio vero, verso un benessere reale di cui noi siamo protagonisti. È un percorso accessibile, capace di aprire un varco nelle nostre corazze, di creare un senso di meraviglia, di farci trovare un’armonia perduta con noi stessi e cosa ancora più importante, con tutto ciò di cui siamo parte da sempre, la Natura.

Foto in evidenza: Valentina Cipolat Mis, monte Duranno, Parco Naturale Dolomiti Friulane

By | 2018-04-23T09:33:34+00:00 aprile 22nd, 2018|Ecologia|0 Comments

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