La sostenibile leggerezza dell’essere

Luca Vivan, eco blogger, ecologia, empatia, sostenibile
Nella laguna di Grado, tra isole e casoni, cercando un turismo più affine agli elementi

Giorni di vento, che smuove le cose vecchie, come foglie secche ed ingiallite, che è bene si stacchino dai rami e volteggiando cadano a terra per nutrire le radici. Giorni in cui mi concedo un po’ di riposo, perché correre è bello, dona un senso di energia e vitalità ma è bene anche fermarsi un attimo, ascoltarsi e ripartire con leggerezza.

Lo spunto per scrivere, prima di prendere il treno per il prossimo blogtour,  mi viene da un’amica conosciuta in rete, una professionista che con tenacia si dedica da anni al turismo ecologico. L’idea gira per la mia testa da qualche tempo e ho piacere a condividerla in questo spazio, ancora così nuovo e un po’ spoglio.

Cos’è la sostenibilità? E’ scegliere prodotti biologici certificati per la propria struttura ricettiva, sia essa un hotel, un b&B, una spa? A me fa molto piacere visitare luoghi dove viene data attenzione a quello che viene messo in tavola a colazione, ai detersivi che vengono utilizzati per le pulizie degli ambienti, alle fonti energetiche scelte. Mi sento come coccolato quando entro in un luogo dove i proprietari dimostrano la stessa sensibilità che ho a casa mia, anche se per lunga esperienza, so che non è sempre facile far quadrare il budget per seguire i nostri valori.

Tuttavia non basta una certificazione “bio”, non bastano i pannelli solari e soprattutto non basta scrivere un post su Facebook o sul proprio blog, per raccontare agli altri di quanto si è bravi nei confronti dell’ambiente. Il marketing che trasformo in oro tutto quello che tocca non è quel genere di comunicazione che io sostengo. Credo sia finito il tempo in cui l’unico valore di un’azienda sia il profitto e quindi dichiararsi ecologici, pur di attrarre acquirenti.

L’ecologia per me è prima di tutto una questione di sensibilità, non solo venire incontro all’esigenze di una clientela sempre più attenta. Una scelta ecologica è uno stato d’animo: sentendoci più vicini all’ambiente in cui viviamo, diventa naturale prendercene cura. Lo stesso succede con gli animali, che un tempo non godevano certo di tutte quelle attenzioni che diamo loro oggi, ma che ora sentiamo con parte della nostra famiglia. L’empatia è la chiave di una vera sostenibilità. Non vogliamo proteggere l’ambiente perché ci conviene, perché è una strategia di marketing, ma perché ci sentiamo vicini ad alberi, corsi d’acqua e prati, così come proviamo sentimenti di affetto verso i nostri animali domestici.

Sto parlando di valori che scaturiscono da quello che proviamo dentro: affetto, gioia, amore. Sono queste emozioni che traspaiono quando stiamo vendendo una camera o un vino. Possiamo ingannare i clienti, quelli virtuali o quelli reali, ma non possiamo ingannare noi stessi. Le bugie, di questi tempi, hanno sempre più le gambe corte ed è un bene che sia così.

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